UNITÀ OPERATIVA DI CHIRURGIA DEL PIEDE

L’Unità Operativa della Chirurgia del Piede, sotto la guida del Dott. Pierluigi Versari, si occupa di una delle specialità ortopediche più difficili per la complessità dei distretti da operare e la necessità di una corretta indicazione chirurgica, non è sempre immediata.

— Dott. Pierluigi Versari —

L’ approccio è obbligatoriamente biomeccanico e lo scopo è di migliorare la funzionalità del piede e della caviglia e quindi della deambulazione. La mini invasività ha permesso di ridurre il dolore post chirurgico e i tempi di recupero post-operatorio, migliorando la funzionalità finale e quindi i risultati clinici.

Tecniche mini invasive

La chirurgia del piede dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale si avvale di tecniche chirurgiche e metodi di intervento mini invasivi. Opera al fine di migliorare e recuperare la funzionalità del piede e della caviglia compromessa dalle patologie dell’arto o da eventi traumatici. Punto di riferimento della disciplina, l’Ospedale vanta un team di chirurghi ortopedici esperti del piede, che collaborano con centri di eccellenza nazionali ed internazionali.

Grazie allo sviluppo continuo delle tecnologie impiegate è possibile eseguire interventi con un grado di invasività molto ridotto. In questo modo, è possibile attenuare i dolori post-intervento, ridurre sensibilmente i tempi di recupero delle funzionalità motorie e apprezzare i risultati clinici post-operatori, nettamente superiori.

LE PATOLOGIE PIÙ DIFFUSE

L’alluce valgo è una delle patologie più diffuse del piede, dove l’alluce subisce un’inclinazione progressiva verso le altre dita, generando una protuberanza ossea all’attaccatura dell’alluce, che genera problematiche al paziente, come l’insorgenza di una borsite dolorosa che può degenerare in un’ulcerazione della cute. Grazie alle nuove tecniche di micro chirurgia percutanea, è possibile eseguire rapidamente e con estrema precisione queste tipologie d’intervento, che comportano minor dolore nel paziente, ottimi risultati post-operatori ed un recupero più rapido rispetto alle tradizionali tecniche operatorie dell’alluce valgo.

Il sintomo principale della fascite plantare è il dolore localizzato al tallone, ma talvolta anche nel centro della pianta del piede, dovuto ad un’infiammazione. Nei casi più gravi di tipo cronico, sarà necessario valutare un intervento medico chirurgico mini invasivo che risolverà sensibilmente o definitivamente la problematica nel paziente.

Il neuroma di Morton, invece, si manifesta con dolore urente o lancinante sull’avampiede e tra le dita del piede, accompagnato da formicolio e intorpidimento. Nei casi meno gravi, per ridurre l’infiammazione ed il dolore fastidioso, sarà possibile effettuare cicli di Crioterapia, lasciare a riposo il piede e magari ricorrere all’utilizzo di calzature ortopediche specifiche. Nei casi più gravi, dove il dolore persiste e resiste alle cure conservative, si effettua l’asportazione chirurgica del nervo, ricorrendo ad un intervento di chirurgia mini invasiva, che si effettua mediante una piccola incisione cutanea dorsale nello spazio compreso tra le due teste metatarsali.

L’alluce rigido è un alluce che perde la sua normale mobilità articolare, dapprima come difesa dal dolore, successivamente per vera e propria limitazione meccanica, dovuta alla degenerazione artrosica dell’articolazione metatarso-falangea. Nei casi meno gravi, sarà sufficiente ricorrere all’utilizzo di farmaci o infiltrazioni intra-articolari per attenuare l’infiammazione ed il dolore. Nei casi più gravi, dove l’infiammazione genera un dolore persistente e duraturo, sarà necessario ricorrere ad un intervento di chirurgia mini invasiva.

LA CHIRURGIA DELL’ALLUCE VALGO

Una delle patologie ortopediche più comuni e più frequenti, che colpisce sia gli uomini che le donne, è quella dell’alluce valgo, ovvero una deformità a carico del primo dito, e più precisamente della prima articolazione metatarso-falangea del piede, causata soprattutto dall’uso di calzature troppo strette e da una matrice familiare.

L’età più colpita è quella tra i 40 ed i 60 anni, ma negli ultimi tempi si è notato un aumento della patologia anche in pazienti molto giovani, accompagnata, talvolta, ad altre tra cui più frequentemente il dito a griffe (più comunemente definito dito a martello) ed al neuroma di Morton. Un buon chirurgo ortopedico non dovrebbe mai prendere in considerazione l’intervento chirurgico di correzione della deformità ai soli fini estetici, ciò condurrebbe inevitabilmente ad un vero e proprio insuccesso, dal momento che andrebbe ad alterare un’articolazione non dolente.

Quando i dolori diventano costanti soprattutto durante la deambulazione, con la comparsa di arrossamento sulla prima articolazione metatarso falangea (cosiddetta “cipolla”), dolore sotto la pianta del piede ed eventuali fastidiose callosità con difficoltà ad indossare le calzature è il momento di procedere all’intervento chirurgico.

 

Questa chirurgia ha il pregio di poter essere eseguita in Day-Surgery, senza alcun giorno di degenza, con il paziente che scende dal letto operatorio con una scarpa speciale chiamata scarpa di Baruk, che consente di camminare con l’appoggio del solo tallone, senza alcun dolore.